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L’atteggiamento dei cittadini e delle cittadine italiane rispetto al benessere animale

Un’ampia maggioranza di cittadini europei (84%) ritiene che nel proprio Paese il benessere degli animali da allevamento dovrebbe essere tutelato meglio rispetto a quanto avviene oggi. Una quota pressoché analoga (83%) si dichiara favorevole a limitare la durata del trasporto degli animali.

Inoltre, oltre il 90% dei cittadini europei concorda sul fatto che le pratiche agricole e di allevamento debbano rispettare principi etici fondamentali, come la garanzia di spazio, cibo e acqua adeguati, ambienti conformi alle esigenze degli animali (ad esempio con fango o paglia) e un trattamento corretto. L’indagine ha inoltre evidenziato una forte preoccupazione per le condizioni degli animali nei macelli.

Tre quarti degli intervistati giudica inaccettabile la pratica di eliminare i pulcini maschi subito dopo la schiusa, e una larghissima maggioranza si dichiara contraria alle amputazioni di parti del corpo (code, orecchie, becchi, ecc.), se non strettamente necessarie e solo se effettuate sotto anestesia. Per quanto riguarda l’allevamento di animali da pelliccia, oltre la metà degli europei (57%) ritiene che dovrebbe essere vietato nell’UE, mentre quasi un terzo (32%) lo considera accettabile solo se vengono garantite migliori condizioni di benessere.

Sul fronte delle importazioni alimentari dai Paesi terzi, più di otto europei su dieci (84%) ritengono che sia necessario un cambiamento: le norme europee sul benessere animale dovrebbero essere applicate anche ai prodotti importati, oppure i prodotti dovrebbero essere etichettati in base agli standard di produzione adottati.

Nonostante le interviste siano state condotte nel marzo 2023, in un periodo di forte inflazione e prezzi alimentari elevati, il 60% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare di più per prodotti provenienti da sistemi di allevamento rispettosi del benessere animale. Circa un quarto degli europei (26%) sarebbe disposto a pagare fino al 5% in più per alimenti ottenuti nel rispetto del benessere degli animali.

Leggi il documento completo sul nostro sito o accedendo al sito della Commissione europea.

Benessere delle bovine da latte

In questo parere scientifico, EFSA si esprime circa il benessere delle bovine da latte analizzando i sistemi di stabulazione adottati in Europa, le caratteristiche aziendali e gli effetti sul benessere.

Inizialmente vengono descritti e analizzati i punti di forza, di debolezza e i potenziali rischi per il benessere animale dei principali sistemi di stabulazione adottati in Europa, che sono: stalle a posta fissa, stalle a cuccette, sistemi a lettiera permanente e sistemi con accesso ad uno spazio esterno. Dallo studio risulta che l’effetto di ciascun sistema di stabulazione sul benessere è molto variabile, ma le vacche allevate in stalle a posta fissa presentano maggiori criticità di benessere. Per questo motivo EFSA raccomanda di non adottare la stabulazione a posta fissa e, in una fase di transizione verso un sistema libero, di movimentare regolarmente gli animali.

Successivamente, l’opinione scientifica descrive i problemi locomotori (inclusa la zoppia), le limitazioni del movimento, la mastite, l’impossibilità di esprimere comportamenti di confort e disturbi metabolici come le cinque principali problematiche di benessere per le bovine da latte. Per ciascuno di queste condizioni, EFSA definisce gli indicatori diretti basati sull’animale (ABMs) utili a valutare il benessere delle bovine e ad individuare i fattori di rischio che possono causarle. Inoltre, EFSA ha analizzato la prevalenza di queste problematiche nei diversi sistemi di stabulazione, così da poterne consentire un confronto tra i sistemi. Sono stati, infine, identificati e analizzati i rischi, sia comuni che specifici, legati sia ai sistemi di stabulazione che di gestione.

In un ultimo, è stata condotta un’analisi del rischio rispetto alle caratteristiche aziendali. Sono state identificate cinque caratteristiche associate ad un effetto negativo sul benessere delle vacche: più di una vacca per cuccetta (sovraffollamento), cuccette con dimensioni inadeguate, spazio totale disponibile per vacca <7m2, elevata mortalità aziendale (oltre l’8% annuo) e accesso al pascolo inferiore ai due mesi l’anno. In presenza di una o più di queste condizioni in allevamento, EFSA raccomanda di eseguire una valutazione del benessere in azienda utilizzando gli indicatori diretti individuati.

EFSA AHAW Panel (EFSA Panel on Animal Health and Animal Welfare), 2023. Scientific Opinion on the welfare of dairy cows. EFSA Journal 2023; 21(5):7993, 177 pp. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2023.7993

Benessere dei bovini da carne

In questo parere scientifico, EFSA analizza il benessere dei bovini da carne allevati in differenti sistemi di stabulazione e di gestione.

Dallo studio è risultato che i comuni sistemi di stabulazione utilizzati hanno spesso un impatto negativo sul benessere dei bovini da carne, dovuto a spazi insufficienti e poco confortevoli per gli animali allevati. Di conseguenza, EFSA raccomanda di incrementare lo spazio a disposizione dei singoli animali e di preferire la stabulazione su pavimento pieno con lettiera, più confortevole rispetto alla stabulazione su pavimento fessurato. Inoltre, si consiglia l’inserimento di arricchimenti ambientali come spazzole e una maggiore quantità di fibra a disposizione e accesso ad uno spazio esterno per rendere l’ambiente più stimolante. Per i bovini allevati all’aperto, invece, si dovrebbe garantire agli animali la possibilità di ripararsi dalle condizioni climatiche avverse fornendo ripari con facile accesso.

Sia per i bovini allevati all’aperto che in stalla è importante garantire l’accesso ad libitum ad acqua potabile, mantenere i gruppi sociali stabili ed evitare lo svezzamento precoce (< 6 mesi). Si raccomanda anche di evitare la selezione di tratti estremi, come l’ipertrofia muscolare, che sono associati a problematiche per il benessere degli animali.

Per quanto riguarda le mutilazioni (es. decornazione, taglio della coda, castrazione), EFSA consiglia di eseguirle soltanto per motivi sanitari e comunque, nel caso in cui si rendano necessarie, di eseguirle con l‘utilizzo sia di analgesia che anestesia per il controllo del dolore, indipendentemente dall’età dell’animale.

L’opinione offre anche alcuni spunti rispetto agli indicatori diretti (ABM) da raccogliere al macello, come la valutazione di lesioni polmonari o lesioni cutanee, in grado di dare informazioni relative al benessere degli animali nell’allevamento di origine.

EFSA AHAW Panel (EFSA Panel on Animal Health and Welfare), 2025. Welfare of beef cattle. EFSA Journal, 23(7), e9518. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2025.9518

Benessere dei vitelli

In questo parere scientifico, EFSA valuta il benessere dei vitelli descrivendo e analizzando i principali sistemi di allevamento, individuandone le principali criticità per il benessere animale e fornendo raccomandazioni per prevenirle e ridurne gli effetti. In particolare, l’analisi di EFSA si concentra su tre ambiti specifici: i vitelli da latte maschi allevati per la produzione di carne bianca, i rischi associati a un contatto limitato tra vacca e vitello e l’impiego di indicatori diretti (ABM) per la valutazione del benessere in allevamento e nei macelli.

Sono state individuate 15 problematiche di benessere rilevanti, variabili a seconda del tipo di allevamento. Tra le problematiche più frequenti si hanno: i disturbi respiratori e gastroenterici, l’impossibilità di esprimere comportamenti esplorativi o di ricerca del cibo e lo stress sociale da gruppo.

Per quanto riguarda gli scenari specifici analizzati, il parere descrive in dettaglio le valutazioni del benessere riferite ai tre contesti considerati.

Nel caso della produzione di carne bianca, l’EFSA raccomanda di tenere i vitelli in piccoli gruppi di 2-7 animali e che i gruppi rimangano stabili, fornendo spazi adeguati (fino a 20 m² per capo per favorire il gioco locomotorio o almeno 3 m²/capo per il riposo) e con superfici di riposo morbide. Dal punto di vista alimentare si deve garantire una corretta somministrazione del colostro e un apporto sufficiente di latte, assicurando acqua sempre disponibile. Inoltre, è opportuno introdurre presto foraggi lunghi per stimolare la ruminazione e garantire un adeguato apporto di fibra e ferro.

Per quanto riguarda il contatto vacca-vitello, si consiglia d tenere il vitello con la madre per almeno un giorno dopo il parto, in quanto si è visto che questo può migliorare il benessere di entrambi.

Infine, si possono utilizzare indicatori diretti di benessere rilevabili al macello, come le condizioni corporee e le lesioni polmonari e dell’abomaso, per avere informazioni circa il benessere in allevamento, integrandoli con indicatori comportamentali rilevati direttamente in azienda.

EFSA AHAW Panel (EFSA Panel on Animal Health and Animal Welfare), 2023. Scientific Opinion on the welfare of calves. EFSA Journal 2023; 21(3):7896, 197 pp. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2023.7896

Benessere dei polli da carne

In questo parere scientifico, l’EFSA analizza gli aspetti legati al benessere dei polli da carne, dei pulcini di un giorno di vita e dei riproduttori nei diversi sistemi di allevamento.  

Dallo studio, EFSA ha rilevato 19 problematiche di benessere altamente rilevanti per la loro gravità, durata e frequenza di manifestazione. Queste problematiche sono di diversa natura e riguardano: lesioni ossee, dei tessuti molli e del tegumento, disturbi gastroenterici, disturbi locomotori, limitazione dei movimenti, fame e sete prolungata, impossibilità di manifestare comportamenti esplorativi o di ricerca di cibo o di comfort, ipo- e iper-stimolazione sensoriale, stress termico (da freddo e da caldo) e altri tipi di stress.

Lo studio evidenzia diversi aspetti che possono portare ad effetti negativi sul benessere degli animali e dunque si identificano le relative misure per prevenirne gli effetti riguardo la selezione genetica, la temperatura ambientale, le restrizioni di alimentazione e acqua, l’uso delle gabbie, l’illuminazione, la qualità dell’aria e le pratiche di mutilazione.

In particolare, per i pulcini di un giorno si è rilevato che la privazione di alimento oltre le 48 ore provoca una fame prolungata con effetti negativi sul benessere. Per i pulcini, si consiglia l’utilizzo dei dark brooder, strutture riscaldanti che forniscono riparo ai pulcini andando a simulare il comportamento naturale della chioccia, favorendo il riposo e riducendo la sovrastimolazione sensoriale.

Per i broiler è stato osservato come una densità superiore a 11 Kg/m2 e livelli di ammoniaca superiori a 11ppm compromettano il benessere in allevamento. L’EFSA, inoltre, raccomanda l’uso di una lettiera friabile, per permettere di esprimere il comportamento esplorativo e di comfort, l’utilizzo di posatoi per il riposo degli animali.

Nel caso dei riproduttori, viene sottolineato come un’ulteriore selezione per l’aumento della velocità di crescita aggraverebbe le problematiche di benessere. Inoltre, si riporta che l’utilizzo di gabbie individuali per l’accasamento conduce a gravi stress per gli animali. Anche in questo caso si raccomanda l’utilizzo di posatoi. Sono esaminate anche le mutilazioni che portano alla compromissione del benessere dei riproduttori, le quali sono evitabili con buone pratiche di gestione.

Tra i potenziali indicatori diretti (ABM) da raccogliere al macello, l’EFSA individua: la mortalità totale in allevamento, la presenza di ferite, gli scarti alla macellazione e le pododermatiti.

EFSA AHAW Panel (EFSA Panel on Animal Health and Animal Welfare), 2023. Scientific Opinion on the welfare of broilers on farm. EFSA Journal 2023; 21(2):7788, 236 pp. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2023.7788

Benessere delle galline ovaiole

In questo parere scientifico, l’EFSA analizza gli aspetti legati al benessere delle galline ovaiole, delle pollastre e dei riproduttori. Per questo studio si esaminano i sistemi di allevamento utilizzati in Europa e, per ciascuno di essi, si identificano le problematiche legate al benessere e gli indicatori diretti (ABMs) che si possano usare per la rilevazione al macello e in allevamento.

I principali problemi di benessere riscontrati nelle galline ovaiole sono: le lesioni ossee e cutanee e dei tessuti, l’impossibilità di manifestare comportamenti esplorativi o di ricerca di cibo o di comfort, la restrizione del movimento e lo stress.

In generale, si raccomanda di allevare le galline in sistemi senza gabbie, in strutture dotate di piattaforme sopraelevate o posatoi per favorire il comfort e il comportamento naturale e utilizzando una lettiera asciutta e friabile. L’accesso ad aree esterne è favorito, in particolare è consigliata la presenza di una veranda coperta, utile per ridurre la densità durante le ore diurne e per permettere alle galline di scegliere tra diverse condizioni di temperatura, luce e tipo di suolo. Nei contesti climatici in cui non sia possibile inserire una veranda, si dovrebbe comunque garantire uno spazio aggiuntivo.

Per l’allevamento delle pollastre si consiglia l’utilizzo dei dark brooder, che sono strutture buie e riscaldate che simulano il comportamento naturale della chioccia fornendo riparo e favorendo il riposo. Devono inoltre essere allevate in sistemi che favoriscano lo sviluppo delle capacità di orientamento e movimento.

Per quanto riguarda i riproduttori, una delle problematiche legate al benessere è l’aggressività dei maschi sulle femmine. Al fine di ridurne l’effetto si raccomanda di diminuire il rapporto maschi/femmine (<1:10) e di selezionare maschi meno aggressivi e inserire dei pannelli nelle strutture che permettano la fuga alle femmine.

L’EFSA ha esaminato anche gli effetti del debeccaggio sul benessere delle galline, confrontando gli allevamenti in cui viene effettuato con quelli in cui non si pratica. Il taglio del becco, che può causare diversi problemi di benessere pur riducendo la frequenza e la gravità dei fenomeni di pica, dovrebbe essere progressivamente eliminato attraverso l’adozione di tutte le misure preventive disponibili e, dove si rende necessario, di alternative che riducano l’affilatura del becco senza ricorrere al taglio.

Un’altra raccomandazione è quella di individuare e misurare alcuni caratteri che si è visto incidere sul benessere delle galline, così da integrarli nei programmi di selezione genetica e scegliere linee meno soggette a lesioni ossee e cutanee.

Per poter monitorare e valutare lo stato di benessere durante l’allevamento, i più promettenti indicatori diretti (ABM) da raccogliere al macello sono: mortalità totale, prevalenza della plumofagia, ferite, fratture dello sterno e scarti alla macellazione.

EFSA AHAW Panel (EFSA Panel on Animal Health and Animal Welfare). 2023. Scientific Opinion on the welfare of laying hens on farm. EFSA Journal 2023; 21(2):7789, 188 pp. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2023.7789

Benessere dei suini

In questo parere scientifico, l’EFSA analizza gli aspetti legati al benessere dei suini in allevamento, inclusi scrofette e scrofa in tutte le fasi, suinetti pre e post svezzamento, suini all’ingrasso e verri.

Lo studio ha identificato le principali criticità di benessere nei diversi sistemi di allevamento, insieme alle possibili misure di prevenzione e correzione e agli indicatori diretti (ABM) utili per la valutazione. Inoltre, ha permesso di individuare diversi aspetti dell’allevamento in cui si possa intervenire per migliorare le condizioni di benessere dei suini, quali: lo spazio a disposizione, i sistemi di allevamento, la gestione dei gruppi, i materiali di arricchimento, le mutilazioni.

Per quanto riguarda le scrofe e scrofette, una delle problematiche registrate è lo stress causato dalla formazione dei gruppi, che però si può ridurre seguendo delle buone pratiche di rimescolamento, come l’utilizzo di recinti per l’inserimento, una corretta progettazione dei recinti e una buona gestione dell’alimentazione e delle pratiche di allevamento.

Per quanto riguarda le scrofe in lattazione, si può migliorare il loro benessere utilizzando i recinti da parto in alternativa alle tradizionali gabbie, in questo modo si fornisce maggiore libertà di movimento. Bisogna però prestare attenzione alla mortalità dei suinetti prima dello svezzamento, che non deve aumentare. Inoltre, bisogna fornire alle scrofe prossime al parto una quantità sufficiente di materiali vegetali a fibre lunga, come paglia e fieno, adatti alla costruzione del nido.

Tra le maggiori problematiche di benessere si ha la morsicatura della coda, il cui rischio aumenta in condizioni di spazio insufficiente, eccessiva superficie di pavimentazione fessurata invece che piena, scarsa qualità dell’aria, problemi di salute e carenze nella dieta. Per quanto riguarda l’età allo svezzamento, questa non ha effetto diretto sulla comparsa di morsicatura. EFSA riscontra che, in presenza di strutture e pratiche di gestione corrette, il taglio della si può evitare.

Per quanto riguarda altre mutilazioni, la castrazione senza anestesia provoca dolore e conseguenze negative sul benessere dei suinetti di ogni età, per questo si preferisce l’immunocastrazione come alternativa, oppure lasciare i maschi interi attuando una gestione adeguata. Anche la riduzione dei denti è stressante e, se non eseguita correttamente, causa dolore.

Infine, la selezione genetica deve tenere conto del benessere: nidiate troppo numerose rispetto al numero di capezzoli funzionanti compromettono sia la salute della scrofa sia quella dei suinetti, quindi si consiglia una media di 12–14 suinetti nati vivi per scrofa.

Si può valutare il benessere dei suini al macello, utilizzando come indicatori diretti le lesioni della coda, lo scarto delle carcasse e le lesioni polmonari per i suini in accrescimento, mentre la condizione corporea, le ulcere alle spalle, le lesioni vulvari e lo scarto delle carcasse per le scrofe.

EFSA AHAW Panel (EFSA Panel on Animal Health and Welfare), 2022.  Scientific Opinion on the welfare of pigs on farm. EFSA Journal 2022; 20(8):7421, 319 pp. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2022.7421

EFSA: Sviluppo di un piano d’azione per il progetto More Welfare

EFSA sta lavorando allo sviluppo di nuove metodologie, sia quantitative che qualitative, per valutare il benessere degli animali in allevamento basandosi sulla raccolta di dati standardizzati e di buona qualità. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo si riscontrano alcune criticità legate alla disponibilità e alla qualità delle informazioni. Per questo motivo EFSA ha classificato i diversi metodi e strumenti di valutazione esistenti per le varie specie, così da individuare le principali sfide e definire le aree che richiedono ulteriori sviluppi.

EFSA ha, inoltre, individuato azioni prioritarie e formulato raccomandazioni per nuovi progetti con l’obiettivo di colmare le principali lacune di dati e conoscenze. Queste azioni riguardano tre ambiti fondamentali: benessere animale positivo, definizione di soglie e valori limite e aggregazione delle misure di benessere.

Il primo punto riguarda la definizione del concetto di benessere animale, per cui si dovrebbero integrare aspetti di diverse discipline scientifiche, come psicologia e sociologia. Questo nasce dalla necessità di includere nelle valutazioni anche gli aspetti del benessere positivo, con l’obiettivo di considerare l’equilibrio tra esperienze positive e negative vissute dagli animali. Per comprenderle al meglio possono risultare utili strumenti come la piramide dei bisogni di Maslow, la valutazione delle emozioni e il concetto di stato animale.

Il secondo punto riguarda la validazione delle misure individuali e degli indicatori di benessere, con l’obiettivo di migliorare l’identificazione di soglie e valori limite utili a distinguere condizioni accettabili da quelle non accettabili. Tali soglie, infatti, dovrebbero essere dinamiche e adattabili, così da tenere conto di fattori come specie, fase di vita e sistema di allevamento. Una volta validate le misure, i dati devono essere aggregati, stabilendo priorità e pesi differenti in base al contesto vissuto dagli animali. Per permettere l’aggregazione serve identificare e classificare i principali rischi per il benessere nei diversi sistemi produttivi per ciascuna specie. Infine, l’impatto dei diversi metodi di aggregazione deve essere valutato modellando come cambia il risultato al variare di un singolo valore di input, ad esempio mediante analisi di sensitività.

Il terzo punto riguarda lo sviluppo di modelli di valutazione che permettano di comprendere quali aspetti siano più importanti per valutare, classificare e confrontare i sistemi di allevamento basati sul benessere. Un elemento centrale sono gli indicatori diretti (ABM), ossia misure basate sull’animale che quantificano gli effetti sul benessere e possono essere rilevati facilmente in tutte le specie, talvolta anche al macello. Insieme agli ABM, si considerano anche impatti ambientali, pratiche di gestione, sostenibilità e fattori socioculturali. Questi modelli si possono impiegare anche per controlli normativi, sistemi di etichettatura e per supporto di politiche per il benessere animale.

Da questa analisi sono nate cinque proposte di progetto:

  1. armonizzare i dati sul benessere animale nell’UE;
  2. sviluppare metodi per valutare il benessere lungo l’intero ciclo di vita degli animali;
  3. identificare nuovi indicatori di benessere positivo e di stato mentale;
  4. sviluppare indicatori chiari e misurabili automaticamente;
  5. migliorare i metodi basati sulle opinioni degli esperti per definire soglie minime e valutare l’affidabilità degli indicatori utilizzati.

Development of a roadmap for action for the project More Welfare: towards new risk assessment methodologies and harmonised animal welfare data in the EU. 2024.  EFSA supporting publication 2024: 21(1): EN-8566. 163 pp. doi: 10.2903/sp.efsa.2024.EN-8566